Se un leone potesse parlare, noi non potremmo...

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Se un leone potesse parlare, noi non potremmo...

Se un leone potesse parlare. L'intelligenza animale e l'evoluzione della coscienza : Quanti di noi, guardando il cane o il gatto di casa, si sono chiesti se gli animali possono pensare? Stephen Budiansky dimostra come questa visione del "pensiero animale" sia del tutto sbagliata.

Un vizio comprensibile, forse, ma che ci spinge a definire intelligenti solo quei comportamenti animali che mimano i nostri. How many of us, watching the dog or House cat, wondered whether animals can think? That question has attracted the attention of biologists, ethologists and psychologists in hopes to figure out if pigeons and chimpanzees, mice and goldfish can communicate, think, calculate, lie even.

The conclusion has always been that the animals are in all respects similar to us, only slightly less intelligent. Stephen Budiansky demonstrates how this vision of "animal" is totally wrong. To lead astray scientists but also journalists, broadcasters and filmmakers was our anthropomorphism, the tendency to see in animals the reflected image of ourselves.

A Vice understandable, perhaps, but that leads us to define intelligent only those behaviors animals that mimic our. The truth, says the author, is that each species has developed behaviors that are not comparable with those of different species. Determine whether an animal is smarter than another, including humans, it doesn't make much sense: the important thing is to understand the environment-real, wild, violent--he lives a Falcon, a horse, a tiger. Promozione Il libro " Se un leone potesse parlare.

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L'intelligenza animale e l'evoluzione della coscienza Se un leone potesse parlare. L'intelligenza animale e l'evoluzione della coscienza. Aggiungi al Pozzo dei Desideri. Scrivi la tua recensione del libro Segnala ad un amico il prodotto.Sommario :. A rifletterci bene, non sono certo mancati i leoni parlanti nella nostra storia culturale.

La loro invenzione risale al colpo di genio di Esopo, quando nel VI secolo a. Con il leone che parla di Wittgenstein abbiamo la situazione inversa: la presenza di un atto di parola non produce significato.

Il cane che non abbaiava e il leone che parlava costituiscono una buona coppia: il primo significava mantenendo il silenzio, il secondo non era capace di significare aprendo la bocca.

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Esattamente prima della frase del leone, Wittgenstein dice quanto segue:. Non possiamo trovarci con loro. Ricerche filosofichep. Cosa che viene confermata ogni giorno dalla televisione. Ibidem, p. Cominciamo a esaminare il concetto di regola: nella misura in cui si tratta di giochi linguistici, in quanto opposti ad altri giochi come gli scacchi un esempio caro tanto a Wittgenstein quanto a Saussurele regole non sono date in anticipo, non sono stabilite in modo chiaro e rese pubbliche; esse sono soggette in modo costante alla negoziazione, al cambiamento e alla mancanza di limiti chiari.

I giochi sono stabiliti in un mondo separato, un mondo parallelo al mondo comune della sopravvivenza e degli affanni quotidiani Possiamo ricordare alcuni libri illustri su questo tema: Homo ludens di Huizinga, ; Les jeux et les hommes di Caillois, Ma mi si consenta di mettere in rilievo soltanto il seguente problema: chiediamoci che cosa voglia dire attenersi a regole e segni che non sono costruiti per essere universalmente disponibili ma di nuovo, ci sono regole universalmente disponibili?

Se uno scolaro potesse parlare, potremmo capirlo? E se lui avesse visto la regola che io non sono riuscito a vedere, una regola dentro la regola? Che cosa implica il seguire una regola se le regole costantemente si rivelano duplici e infide? In che modo veniamo a sapere come seguire le regole e quali regole seguire?

Come impariamo a seguire le regole in modo uniforme? Wittgenstein, a proprio totale merito, usa la matematica nella stessa vena di altri esempi, senza battere ciglio. Se mi si concede una digressione di tipo, in qualche modo, speculativo, oserei dire che il punto focale potrebbe essere il seguente: le regole sono dipendenti dagli apparati ideologici di Stato per lo meno nelle nostre moderne forme di vitama gli apparati ideologici di Stato non esauriscono le regole.

Il termine Gewimmel potrebbe essere contrapposto al termine Gewissheit [certezza], in una coppia concettuale chiara e distinta. Posso solo avanzare brevemente tre osservazioni riguardanti questo passaggio. In primo luogo, riprendo un altro passo di Wittgenstein :. Ricerche filosofiche, p.

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Inoltre, in questo caso le regole non formano un ordinato dominio separato in modo che si possano isolare e delineare come oggetto di esame. Penetrano il nostro essere, un essere sia dipendente dalle regole che irriducibile a esse. Fare una comunicazione, dare o comprendere un ordine, e simili, non sono cose che possano esser state fatte una volta sola.

Qui forse troviamo la sostanza del problema psicoanalitico della ripetizione. Mi sono soffermato a lungo sullo spinoso problema delle regole indubbiamente essenziale per Wittgenstein, ma non proprio fino al punto che pensava Kripke con in mente un ordine del giorno particolare.

Che cosa fornisce la fondazione di una regola?

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Che garanzia abbiamo, in fin dei conti, per poter dare per scontato il linguaggio o pretendere di poterlo usare? Ma la vicinanza riesce a completare la differenza. La maggior parte delle proposizioni e delle questioni, che sono state scritte in materia di filosofia, non sono false, ma insensate. La maggior parte delle questioni e proposizioni dei filosofi derivano dal fatto che non comprendiamo la logica del nostro linguaggio.

Tractatus logico-philosophicus4. Le proposizioni, o almeno i fenomeni linguistici, che interessano la psicoanalisi non sono per niente confacenti ai criteri di Wittgenstein.

Vale a dire: esiste uno strano tipo di linguaggio privato.In Europa se ne riconosce la prima comparsa all'interno della sofistica greca; in seguito posizioni relativiste furono espresse dallo scetticismo antico e moderno, dal criticismodall' empirismo e dal pragmatismo. Citando appunto Wittgenstein:. Per il filosofo Nicola Abbagnano l'antica sofistica, lo scetticismol' empirismo e il criticismo sono manifestazioni di un relativismo che tenta di crearsi una tradizione.

Per il pensiero di O. Spengler si veda quanto detto sopra. Da questa teoria sono derivate numerose tesi che raccomandano il rispetto delle diverse culture e dei valori in esse professati. Spesso critiche di questo tipo sono state rivolte alle organizzazioni che fornivano aiuti umanitari condizionati all'adozione di determinati comportamenti, come ad esempio la propaganda religiosa delle missioni cristiane.

Secondo il relativismo culturale i vari gruppi etnici dispongono quindi di diverse culture e tutte hanno valenza in quanto tali. Il ruolo dell'antropologo viene di conseguenza ristretto all'analisi e alla conoscenza profonda di tali espressioni culturali da un punto di vista emicomentre ogni valutazione di valore viene messa al bando come espressione di etnocentrismoovvero del punto di vista opposto rispetto al relativismo.

In effetti, nel pensiero di Popper e della corrente che sviluppa la sua filosofia. Non esiste nessuna giustificazione, compresa, beninteso, nessuna giustificazione definitiva di una confutazione. I relativisti inoltre, secondo Aristotele. Secondo Scheler il fatto che i valori non siano dati in modo apodittico e non possano essere esauriti da un unico punto di vista, non dimostra necessariamente che siano frutto di convenzioni e siano privi di basi ontologiche.

Cercando di conciliare l'ontologia dei valori con il prospettivismo solidaristico dell'etica, egli cita una leggenda indiana: a un gruppo di saggi ciechi venne chiesto di descrivere l'elefante che avevano di fronte, al che ognuno di loro lo descrisse in modo completamente diverso a seconda della parte che era riuscito a toccare.

Il 18 aprile l'allora cardinale Ratzinger affermava in un'omelia sul relativismo:. Noi, invece, abbiamo un'altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo.

L' enciclica di papa Benedetto XVI Spe salvi del 30 novembreribadisce la posizione della Chiesa cattolica sul relativismo. Vi si legge infatti che. Altri progetti. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Schiller, Studies in Humanism, p.

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La scienza non poggia su un solido strato di roccia […]. Popper, Logica della scoperta scientificaV, Popper, Congetture e confutazioniIl Mulino, Bolognap. Zeller, Socrates and the socratic SchoolsKessinger Publishing, pp.

Severino, La filosofia dai greci al nostro tempoBUR,pag. URL consultato il 19 febbraio Tratto da RaiNews. Altri progetti Wikiquote Wikizionario Wikimedia Commons. Portale Filosofia. Categorie : Etica Teorie antropologiche Posizioni e teorie filosofiche Sociologia della cultura. Menu di navigazione Strumenti personali Accesso non effettuato discussioni contributi registrati entra.

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Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.Lo scrive Wittgenstein nelle Ricerche filosofiche. Per esempio, vuol dire che non basta parlare la stessa lingua per capirci. Per esempio, io non capisco le notizie del bollettino meteorologico.

Capisco solo quando vedo la nuvoletta con il disegno della pioggia o il circoletto col sole e roba del genere. Due amici si mettono a parlare di fisica e io non li capisco.

E invece no, non capisco. Percepisco solo istintivamente la prospettiva aerea e se non approfondisco non riesco a collocare il quadro nel suo contesto storico. Questo succede nella vita. Sono circondato da cose che capisco bene, ma anche da tante altre che capisco poco o niente.

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Nelle fiabe succede qualcosa di nuovo. Nelle fiabe chiunque apre bocca, parla e si fa capire. Il leone di Esopo parla col topo. Il leone di Esopo parla la lingua del topo. Nei racconti di Stefania Scateni troviamo gli stessi animali che Esopo immaginava anni fa. Il leone di Wittgenstein parla con le parole degli umani, ma non lo capiamo, mentre Pablo, il cane di Mirto, abbaia soltanto e si fa capire benissimo. E Concetta paperina? Lei parla anche col mondo vegetale.

Non ci serve per capire le cose del mondo, ma per raccontarle e per trasformarle. Gli diamo la nostra voce. Facciamo parlare i sassi!

Li facciamo parlare con le nostre parole. Ascanio Celestini.

« Se un leone potesse parlare, non lo ca

Era un cane maschio, robusto e pezzato, pelo corto e faccia allegra. Pablo — era questo il suo nome — non aveva amici cani. Mirto giocava con lui, tirava bastoncini e Pablo correva a prenderli e glieli porgeva tra i denti stretti stretti.

Oppure andavano insieme a passeggiare nel bosco accanto alla fattoria, a guardare le farfalle e le formiche e a scavare buche nella terra morbida e umida del sottobosco.

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Pablo non sapeva se fosse davvero felice. Sapeva soltanto che amava Mirto e quel pezzetto di terra. Forse non era tristezza. Forse era nostalgia? Gli mancava qualcosa, un non so che, indefinito. Sentiva che non era completo, appagato.

Certo, Mirto era un amico amorevole, la sbobba era buona e le galline persino simpatiche. Un giorno i genitori di Mirto decisero di fare una gita per festeggiare il suo compleanno. Neanche Mirto conosceva il mare e aveva chiesto come regalo di poterlo vedere. I due inseparabili amici scesero dalla macchina e si incamminarono fianco a fianco sulla sabbia. Mirto era eccitato, gli piaceva la spiaggia, si era tolto le scarpe e nascondeva le dita dei piedi tra la sabbia ridendo quando scomparivano inghiottite lentamente dai granelli.

Erano contenti e su di giri, osservando quella distesa d'acqua, viva, in movimento continuo, che si fermava sulla sabbia facendola brillare e tornava indietro, un vai e vieni ipnotico, che Pablo osservava per la prima volta e che ora mangiava con gli occhi.Sei un nuovo cliente? Inserisci i termini di ricerca o il codice del libro. Negozi Libraccio. Arte e Fotografia. Astrologia ed esoterismo. Atlanti e mappe. Cinema, tv, spettacolo. Classici greci e latini.

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Stephen Budiansky dimostra come questa visione del "pensiero animale" sia del tutto sbagliata. Un vizio comprensibile, forse, ma che ci spinge a definire intelligenti solo quei comportamenti animali che mimano i nostri. Telmo Pievani racconta l'affascinante e rocambolesca vita dello scienziato che con la sua teoria dell'evoluzione per selezione naturale ha cambiato per sempre la nostra concezione del Pagina iniziale Se un leone potesse parlare.

L'intelligenza animale e l'evoluzione della coscienza.

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